Microfoni

I microfoni che utilizziamo sono stati ideati, progettati e costruiti da Siliconfree secondo i principi slow-tech che sono alla base delle nostre produzioni. Un uso attento della tecnologia permette di ottenere risultati di altissima qualità audio grazie a una strumentazione di registrazione semplice e a basso impatto energetico.

Questo prototipo viene sviluppato nell'ambito della nostra iniziativa Silicon Free e ha come obiettivo la costruzione di un microfono slow-tech di alta qualità per la registrazione ambientale di eventi musicali.

(di Guido De Vecchi)

Nell'arco della mia vita professionale ho lavorato in moltissime registrazioni realizzate da tecnici bravissimi e appassionati, capaci di ottenere sempre ottime registrazioni grazie anche alle ormai ottime apparecchiature e microfoni. L'unica cosa che mi ha sempre lasciato perplesso è l'omologazione dei suoni: con piccole differenze, a prescindere dallo studio che realizzava la registrazione, i suoni registrati sembravano piuttosto uguali. Mi chiesi  allora se la causa fosse nel limite della tecnologia digitale o delle apparecchiature commerciali o delle tecniche di ripresa o forse di tutte le cose.Microfono a valvole Avendone la possibilità ho fatto alcune prove utilizzando apparecchiature autocostruite a valvole, nello specifico preamplificatori microfonici e microfoni. A lato potete vedere il primo prototipo: si tratta del primo prototipo del mio microfono stereo completamente valvolare (da qui il nome silicon free). E' un dispositivo tutt'altro che pratico, non è piccolo, non è leggero e richiede l'uso di una alimentazione esterna che fornisca i 6 volt per i filamenti e i 120 volt per l'alimentazione anodica necessari al funzionamento delle valvole dentro il microfono. Se a qualcuno interessasse sapere come è fatto, ecco una breve descrizione. Lo schema del preamplificatore interno non presenta nessuna novità rispetto agli storici microfoni Neumann, il tutto è basato su un pentodo tipo 5840 collegato a triodo, l'uscita è a trasformatore, nella fattispecie un Lundahl e se  qualcuno vi ha detto che le uscite microfoniche bilanciate senza trasformatore funzionano meglio probabilmente voleva dire "costano meno e ci si guadagna di più". L'alimentazione anodica è realizzata a valvole (per le ragioni spiegate nella sezione "articoli tecnici- tecnologia") mentre i filamenti sono alimentati con un banale alimentatore a ponte e una nutrita schiera di condensatori elettrolitici, i ferri sono 4: un toroidale per l'anodica, un EI per i filamenti della raddrizzatrice e un altro per i filamenti dell 5840 e una induttanza di filtro per l'anodica. Il tutto racchiuso in una elegante scatola che può alimentare 5  microfoni.

Che risultati produce? Di seguito troverete alcune demo che potrete ascoltare cliccando sul titolo.

Bach BWV 62 [Coro] Nun komm, der Heiden Heiland

è stata registrata nella chiesa dell'Immacolata a Genova, il coro è Il Coro Polifonico Petrese con l'omonima orchestra barocca. La registrazione è stata realizzata con il microfono stereo visibile nella foto a fianco, a circa 5 metri dall'orchestra e non ha subito alcuna elaborazione.

La Passione Swing String Band già "suonerà una certa orchestra" è un gruppo di ormai introvabili dilettanti che si sono resi disponibili per alcuni test di registrazione. Anche in questo caso la ripresa è stata effettuata con il prototipo del microfono stereo posto a 3 metri dai musicisti ed è esente da elaborazioni di post produzione.

Nel frattempo il prototipo ha subito una serie di trasformazioni passando da quasi 28 cm. di lunghezza a circa 15 cm per un diametro di 8 cm. Le dimensioni, sempre importanti, sono comunque accettabili per un microfono stereo a capsula larga, sopratutto se si parla di microfoni valvolari. Il microfono non prevede la possibilità di essere montato rigidamente ma solo tramite  l'apposita  sospensione elastica che garantisce un ottimo disaccoppiamento dal pavimento. Il prossimo lavoro sarà una versione mono a diagramma variabile ovvero con una capsula a doppio diaframma. Se a qualcuno interessasse sapere come è fatto, ecco una breve descrizione. Lo schema del preamplificatore interno non presenta nessuna novità rispetto agli storici microfoni Neumann, il tutto è basato su un pentodo tipo 5840 collegato a triodo, l'uscita è a trasformatore, nella fattispecie un Lundahl e se  qualcuno vi ha detto che le uscite microfoniche bilanciate senza trasformatore funzionano meglio probabilmente voleva dire "costano meno e ci si guadagna di più". L'alimentazione anodica è realizzata a valvole (per le ragioni spiegate nella sezione "articoli tecnici- tecnologia") mentre i filamenti sono alimentati con un banale alimentatore a ponte e una nutrita schiera di condensatori elettrolitici, i ferri sono 4: un toroidale per l'anodica, un EI per i filamenti della raddrizzatrice e un altro per i filamenti dell 5840 e una induttanza di filtro per l'anodica. Il tutto racchiuso in una elegante scatola che può alimentare 5  microfoni.

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