Una tecnologia lenta può essere emozionante

Pensiamo che molti dei tecnici professionisti che fanno parte del mondo delle produzioni musicali siano esasperati da quella forma di ipertrofia tecnologica che sta invadendo gli studi da ormai molti anni. Quelli che all'inizio erano strumenti di sperimentazione e di ricerca sulla strada della qualità audio sono diventati nel frattempo i mezzi per esprimere un'ossessione di perfezione senza limiti che perde di vista la restituzione dell'evento musicale in tutta la sua pienezza.

Ecco allora sedute di registrazione atomizzate che spezzettano il discorso musicale togliendogli il senso profondo e che isolano il singolo esecutore dalla consonanza con l'insieme. E poi processi infiniti di post-produzione che limano e sterilizzano qualunque imperfezione per rifarsi a un ideale astratto di qualità che perde per strada il fondamentale effetto presenza e nega gli stessi assunti di base della musica. Questi non sono altro che gli effetti di una pressione commerciale assillante che spinge all'inseguimento esasperato di tecnologie che vengono vendute come più "innovative" quasi solo per mantenere in crescita e quindi redditizia una macchina industriale sempre più accelerata.

Noi siamo convinti che la parte migliore della comunità dei professionisti dell'audio non sia più disposta ad avallare la corrispondenza tra il livello di qualità del prodotto musicale e la quantità di strumentazione digitale energeticamente dispendiosa che viene usata durante una produzione. Siamo convinti che molti di loro abbiano già scelto, nel loro lavoro, strumenti e processi di produzione più semplici di quelli richiesti dalle produzioni mainstream (o da quelle che le scimmiottano) e che siano soddisfatti di queste loro scelte. Perché la ricerca della qualità può avvenire anche per sottrazione, limitando al minimo l'apporto della tecnologia, e puntando invece all'essenza della musica e della sua riproduzione, in modo che l'ascoltatore possa "sentire" l'evento musicale in tutte le sue risonanze.

Questo può essere ottenuto, per esempio, progettando in modo creativo nuovi strumenti di registrazione e di ascolto che prendano spunto da tecnologie obsolete (ebbene sì non è un'offesa) ma ancora splendidamente efficienti, per reinventarle al servizio di produzioni a basso impatto energetico. Oppure, a partire da tecnologie analoghe, mettere a punto setup di registrazione che sappiano trovare il difficile equilibrio tra il rispetto degli esecutori e della loro musica e la resa emotiva di grande livello che fa la differenza dei progetti ben riusciti. Noi ci rivolgiamo a quelli tra i tecnici audio che sono disposti a raccogliere queste sfide e a sperimentare soluzioni tecnologiche che vivano secondo questo spirito.

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